Autoritratto: uno scatto per raccontarsi

Capita spesso a chi e’ abituato a stare sempre dietro a una macchina fotografica di dimenticarsi che non e’ un crimine ritrovarvisi di fronte. Che usiate una reflex, una fotocamera a rullino o un cellulare, lo scatto piu’ difficile della vostra vita non sara’ mai quello al cantante scatenato sul palco o ad un paesaggio dai colori incredibili. Uno dei modi piu’ faticosi per essere annoverati tra gli annali dei Grandi sara’ infatti riuscendo a immortalare chiunque si ritenga fotografo, sia per passione che di professione. Quella dei fotografi e’ una categoria facile da riconoscere: con la comparsa di un obiettivo pronto a far fuoco, li vedrete sparire alla velocita’ della luce fino a quando l’arma impropria non sara’ stata accuratamente riposta nella propria fondina con tanto di sicura inserita. A volte, pero’, restando sempre dal lato del mirino della fotocamera, puo’ diventare difficile ricordarsi come sia stare dall’altra parte. Una delle prime cose che ci e’ stata insegnata durante il corso che ha dato vita a questa mostra, prima ancora dei vari triangoli dell’esposizione o delle regole dei terzi, e’ stata che le foto piu’ belle, quelle che catturano l’attenzione e fanno fermare le persone davanti a uno scatto, sono quelle che hanno qualcosa da raccontare. Le foto che vedete esposte nascono dalla nostra volonta’ di capire che cosa vorremo raccontare in futuro con la nostra fotografia, capendo prima come vogliamo raccontare noi stessi (adesso). Questi autoritratti non sono soltanto il frutto di una crescita tecnica, ma anche di un arricchimento personale e di un percorso che ci ha aiutati ad uscire dalla nostra comfort-zone, fornendoci i mezzi e le informazioni necessarie per raggiungere un obiettivo difficile come quello di passare da essere osservatori ad essere osservati. Un’inversione di ruoli che molti di noi, all’inizio del corso, non avrebbero neppure vagamente ritenuto possibile e che, invece, ci ha aiutati a metterci in gioco per arrivare a scoprire non solo come vorremmo essere visti dagli altri, ma anche come vediamo noi stessi.  Lucrezia Bernardi.