“Incontri”: Paola Iacopetti in mostra

Il 17 dicembre la nostra cara Paola Iacopetti ha inaugurato, insieme a Carlo Lari, la mostra “INCONTRI” presso STUDIO 11, Piazza della Stazione, Pietrasanta.

“Incontro” ossia trovarsi l’una di fronte all’altro. Due autori. Due storie. Due narrazioni fotografiche. Una duplice emozione, visiva e concettuale. Un comune sentire: colore, bellezza, armonia, movimento. Partendo da una fotografia di genere naturalistico entrambi – seppur ognuno con il proprio lirismo – se ne allontanano facendo entrare lo spettatore in un mondo onirico e magico, il cui significato assume un valore introspettivo. Le immagini di Paola Iacopetti rappresentano fiori che attraverso la ricerca del dettaglio e le sfocature diventano quasi impalpabili, si trasformano in un giardino emozionale che ci parla di delicatezza e fragilità. Interessante la scelta di inserire una farfalla che maggiormente accentua il concetto di bellezza, metamorfosi e caducità della vita. Le immagini di Carlo Lari sono più astratte con colori talvolta più intensi, sembrano pennellate decise ma allo stesso tempo evanescenti. In alcuni casi meglio si comprende il soggetto in altri scompare completamente lasciando posto all’emozione e all’immaginazione di chi osserva. Entrambi gli autori giocano con le sfocature, il mosso ed il colore ed è proprio quest’ultimo che per primo ci colpisce perché come ha affermato Kandinsky in un suo importante saggio “il colore è un mezzo per esercitare un influsso diretto sull’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che con questo o quel tasto porta l’anima a vibrare”. Monica Mazzolini, esperta di arte moderna e contemporanea e di fotografia, scrittrice, blogger, tiene corsi e conferenze. C’è chi pensa che oggi un bravo fotografo debba avere soprattutto una grande capacità di interpretare la realtà. Io invece sono ancora legato ad un’idea troppo romantica di questo mestiere, ritenendo che l’abilità di un fotografo dipenda principalmente dalla sua capacità di cogliere un’occasione, l’aspetto e il soggetto giusto nell’ambiente giusto. In questo caso i due soggetti hanno condiviso con me la buona sorte di incontrarsi a casa di Sergio Fortuna, il luogo dove spesso capita di conoscere altri bravi fotografi, professionisti altrimenti non sempre capaci di condividere con modestia il proprio lavoro. Ma la modestia è proprio l’essenza principale che caratterizza la personalità e il pregevolissimo lavoro di Carlo Lari. Immagini che devono il proprio fascino all’ambiguità del soggetto, luoghi comuni mai banali, in cui ci si può illudere di riconoscere un proprio vissuto soggettivo, fintanto che l’arcano non viene svelato. Arabeschi calligrafici che, come il pennello di Van Gogh, rappresentano vortici di nulla o cipressi di fiamme. Conosco e apprezzo gli scatti di Carlo da molti anni, ed ho già avuto modo di paragonare appunto le sue immagini ad un ossimoro, all’idea di un movimento statico, un silenzio caotico o di un fuoco freddo. Una diversa figura retorica può meglio definire le immagini di Paola Iacopetti. Soggetti perfettamente riconoscibili esaltati da tagli inconsueti, trame coraggiose, campiture piatte come le serigrafie di Warhol, morbide come le superfici dipinte da Gauguin. Credo che non esistano aggettivi che altrettanto corrispondenti al concetto di sineddoche. Dettagli evocativi del tutto che, nelle immagini di Paola, suggeriscono l’idea di un fluido perfettamente controllato. Ottima idea proporre come “Unicum” due tipologie di lavoro così distinte, eppure intrecciate tra loro. Un abbinamento magico tra due bravissimi fotografi, come quello che solo un ottimo alchimista poteva combinare in una perfetta congiunzione degli opposti, tra terra ed aria, tra fuoco ed acqua.

 

La mostra sarà aperta fino al 6 gennaio coi seguenti orari: lun-ven h 15-18, sabato, domenica e festivi h 16-19.

Inoltre, il 6 gennaio alle 17 faremo il “finissage” con un gioco in cui i presenti cercheranno di abbinare i titoli alle foto (che sono state volutamente esposte senza), seguito da un brindisi finale.